Tuesday, 13 October 2009

Comunicazione di servizio

Una delle persone cui sono più legato è una zingara che si è prostituita per anni.
A poche persone voglio bene come a lei, e poche persone mi hanno aiutato come lei.

Tutto qui.

12 comments:

  1. hm.
    are you sure?
    se fosse cosi, secondo me, avresti raccontato anche the story behind.

    mod

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  2. Mia cara Mod,

    non c'è nessuna storia behind, non deve per forza esserci dietro una storia, no?

    O meglio, hai ragione, c'è un motivo se ho scritto queste due righe, ma è personale e non riguarda solo me e non posso parlarne, ma non c'è nessun 'motivo' particolare a ragione del legame.

    Potrei dirti che uno dei miei migliori amici è un ragioniere lombardo, e anche li non c'è dietro nessuna storia.
    Uno dei ragazzi più sensibili che conosca è un omosessuale brianzolo, e non c'è nessuna storia dietro.

    E' proprio come per gli omosessuali: ogni volta che ne difendevo a parole un diritto, mi veniva automatico dire 'non sono gay, ma trovo ingiusto che non abbiano questo diritto' ecc. ecc..
    Io avesso dico solo 'trovo ingiusto che i gay non abbiano questo diritto'.

    Penserà qualcuno che io sia gay? Faccia pure.

    Visto che la cosa non riguarda solo me, resto vago, come hai giustamente notato.
    Voglio solo dire che è così raro trovare un amico, che sarebbe sciocco rinunciarvi solo perchè la società ha deciso di non accetterlo in base a scelte arbitrarie e contraddittorie.

    PS: qui stanotte siamo scesi sotto zero!
    A presto.

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  3. e dici niente? Ad avercela una persona, chiunque essa sia fosse anche annibal lecter, in grado di stringerci in un muto abbraccio!

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  4. Hai semplicemente ragione.

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  5. ....allora ho capito.
    la mia zingara invece è una specie di zitellona santa.
    mi salva la vita ogni volta che può.

    domani vado in viaggio per due giorni.
    ho preparato tutto.
    e ho il panico.
    odio uscire di casa.
    visceralmente.

    think me.

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  6. Mod, con il senno di poi mi rendo conto di averti dato una risposta un po' farneticante ;-)

    Questo mese, o il prossimo, dovrei passare una settimana vicino ad Aachen, per lavoro.

    Aachen è bellissima, ci sono già stato più volte.

    Ma io la sera voglio tornare a casa!

    Come si dice?

    Gute fahre?
    O gute reise?

    Ma soprattutto:

    Auf wiedersehen!

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  7. Ciao Gio'... E' bello quello che hai scritto.
    Un abbraccio.

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  8. La nostra saggezza, e l'esperienze della nostra vita ci insegnano qualcosa che difficilmente gli altri possono conoscere meglio che noi stessi.

    Io non sono nessuno per dire a un amico come vivere la propria vita.

    Quando sei una persona capace di pensieri profondi, non dovresti fidarti ciecamente di nessun 'profeta' - nessuno conosce la tua vita come te!

    Io posso solo dire che essere amico e voler bene a certe persone per me è facilissimo.
    A fronte di piccolezze che sono un nulla.

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  9. Caro Gio,
    la nostra saggezza viene solo dal dolore vissuto e accettato (non subìto, perchè ci sarebbe solo rabbia). Quando incontro delle persone nuove, mi accorgo subito dal loro sguardo e dalle loro parole se la sofferenza fa parte o meno della loro vita (a volte non ne fa parte solo perchè hanno la possibilità di censurarla e di eliminarne la fonte, anche se questo significa spesso eliminare la profondità della propria anima).

    Fino a quando non ho avuto sofferenza, ero circondata da "amici", che sfruttavano la mia disponibilità. Poi sono rimasti solo quei pochissimi che hanno con-diviso la mia sofferenza. Non ho avuto bisogno di troncare con gli altri, semplicemente non si sono più fatti vedere.

    All'inizio desideravo e speravo che questa sofferenza finisse, anche perchè non era fisica, quindi bastava eliminarne la causa. Ma non ero in pace con me stessa, perchè avrei eliminato ciò che mi stava rendendo "umana", mi stava facendo scendere dal piedistallo della mia "integerrima" superiorità, che giudicava dall'alto chi non era "riuscito" nella vita.

    E quando questa sofferenza è finita e stavo tirando un sospiro di sollievo, ne sono cominciate altre e pian piano mi sono accorta che solo queste davano senso alla mia vita, perchè incredibilmente non mi toglievano qualcosa, ma mi donavano vera serenità e pace, oltre alla capacità di amare veramente chi mi era vicino (amante, figlio, collega, amico, ecc). Anni fa non avrei mai immaginato che sarei arrivata ad amare la mia sofferenza (anche se ti confesso che a volte mi ribello ancora)

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  10. La mia sofferenza non finirà mai, perchè è dentro ogni mia cellula.
    Ma tu, sei sicura che, senza una fonte viva di sofferenza, dimenticheresti quello che hai imparato?

    Io ritengo che il male sia una scorciatoia per imparare mille cose, e per tenerne lontane altrettante.

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  11. Non sto scegliendo io, ora, le sofferenze che mi arrivano: alcune sono la conseguenza dei miei sbagli di una volta, altre dell'amore a persone vere, che sanno dare molto e che spesso sono molto differenti da come le si vorrebbe e si devono accettare così come sono, anche con i loro difetti. Normalmente sono i loro difetti che ci fanno soffrire, ma non sempre ...

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  12. Persone vere ...
    Hai mai letto le 'Memorie di Adriano'?

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