Friday, 16 October 2009

Bellissima

Per i soliti motivi di privacy, alcuni dettagli insignificanti li devo cammuffare. Quelli importanti comunque sono corretti, e non c'è bisogno di dire quali sono.

Avendo problemi di salute non triviali, e un'invalidità notevole, sin dai primi anni di università frequentavo degli incontri organizzati dalla regione, o dai servizi sociali o da chi non so.

In questi incontri si prospettavano gli scenari futuri e per forza di cose complessi circa il problema: come entrare nel mondo del lavoro da disabili?

Lo dico subito: ottenni scarso profitto da questi incontri, perchè una buona parte del mio cervello è ancora convinto che sia solo il mio corpo ad essere malato, e che certe cose che si dicano sui 'malati' non mi riguardino.
In questi incontri mi si voleva spiegare che non avrei dovuto avere un'opinione, esternare una critica, ma solo mostrare graditudine per chi m'avrebbe voluto dare un'opportunità.

No, non sono fatto per il servaggio.

Io sono grato a chi mi ha dato una opportunità, ma non riconosco autorità, solo autorevolezza.

Un giorno ci dovevamo trovare per un incontro, abbastanza informale.

Entro nella stanza e vedo tre ragazze che confabulano allegre.

Una era Giulia.
Ed era bellissima.

La prima cosa che mi colpi' fortemente in lei era il suo sguardo - scrutava le persone che le parlavano con vivo, inusuale, interesse.

Questo è il punto.

Alta, mora, elegantissima senza alcun fronzolo, viso pulitissimo.
Capelli corti, ciglia leggermente pronunciate, forse qualche lentiggine.
La prima volta che la vidi indossava un paio di jeans e un maglione lilla a collo ad anello (spero la definizione sia giusta).
Niente a vedere con la modella della foto: lei era molto piu' bella.
Elegante nel portamento piu'che nel vestire, graziosa nel senso della parola.

Cosa volete: pensai che era li ad accompagnare un amico, o un fratello.

Invece no, lei era li come noi altri perchè disabile.

Aveva grossi problemi di udito, sicchè era solita leggere sulle labbra delle persone quello che le sue orecchie non potevano sentire.

Questo era il motivo del suo volgere sempre lo sguardo a chi le stava parlando.

Abbiamo parlato una mezz'ora, siamo diventati un po' amici.

Ogni tanto ci mandiamo delle e-mail, sono sempre felice di sentirla e ogni volta la riempo di complimenti, perchè non è solo bellissima.
Lei è cosi' tenera, e vuoi essere sicuro che il mondo se ne accorga.

Vorrei dire altre cose, ma per riservatezza non vado avanti.

Solo ne aggiungo una.

La prima volta che ti vidi, Giulia, rimasi sorpreso dal tuo modo di guardare le persone. Poi ne ho capito il motivo, che è il male.

Ma sai Giulia ... forse non te ne rendi conto, ma questa tua attitudine a osservare attentamente chi ti parla, ti ha permesso, ne sono sicuro, di carpire di chi ti sta intorno segreti che gli altri ignorano e sfumature che agli altri sfuggono.

Questa è una conseguenza del tuo male: poi ci sono il mal di testa, la tristezza, le difficoltà di ogni giorno che questo mondo stupido ci butta addosso, ma se ripenso al tuo sorriso felice, capisco che tu hai vinto.

3 comments:

  1. Ho conosciuto una ragazzina sorda svolgendo il mio lavoro di skipper, anni fa, anche lei leggeva le labbra, anche se portava anche un apparecchio che amplificava un po' i suoni ma senza riuscire a renderli intelleggibili.
    Naturalmente era in vacanza con i suoi genitori.
    Anche lei molto bella, mi ha ricordato la descrizione della tua Giulia, in chiave infantile, ovviamente.
    Anche lei ipersensibile agli altrui comportamenti, ai gesti e alle parole.
    Molto più intelligente della norma.
    A volte si chiudeva in un mondo tutto suo, che, a giudicare dalla sua espressione, doveva essere molto bello, di sicuro migliore del nostro.
    Ciao!

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  2. sono tornata.
    è andata bene! bene davvero.
    ma ora sono stanca morta.
    per noi la felicità e il successo esistono come per tutti gli altri.
    solo che noi ce li godiamo di più e li paghiamo a più caro prezzo.

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  3. Mod, sei saggia.
    E interessante.
    Sono contento!

    Milo: la serenità che ho visto in lei raramente l'ho conosciuta in altri!

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