Sunday, 4 October 2009

Adesso tocca a te

Come ho già scritto, o lasciato intendere, nel '97, dopo la maturità, ho dato la prima aggiustatina al cuore. Quel tipo di intervento, benchè a cuore aperto, non si dovrebbe affrontare con troppe preoccupazioni, me l'avevano detto un po' tutti, io stesso mi ero un documentato su statistiche e rischi post-operatori, sicchè senza troppa paura, ma anzi con la grande speranza di stare poi meglio, affrontai questa avventura.

Cerco sempre un risvolto allegro, un episodio ridicolo da mettere accanto ai grandi drammoni di un piccolo essere. Insomma, ero alla fine del liceo, dopo tre anni passati a parlare di filosofia, letteratura e arte, qualcosa per forza di cose in testa entra anche al più tordo dei tordi!

Il giorno prima dell'intervento ben due infermierine si presero cura di me per la rasatura delle parte intime. Devo ammettere che riuscire a provare imbarazzo, e a ridere poi, di una naturalissima reazione in una situazione comunque di apprensione è significativo. Indica che nonostante i pensieri e le preoccupazioni per l'indomani, io ero ancora un essere umano.
Per carità, ne davo dimostrazione triviale, ma appunto per questo tanto più valida: mi lascia la speranza che in futuro, quando starò ancora male, riuscirò, se sollecitato, non necessariamente in senso erotico, a evadere dalla prigonia del male. E se pure fosse solo il sogno erotico a farmi evadere, ben venga (ma con dovute eccezioni che vi racconterò un'altra volta per carità ...).

La mattina, quando ti preparano nella camera e ti mettono quel camicione da sala operatoria nel quale ti senti nudo, tra compagni di stanza ci si saluta.
Solitamente, chi è già stato sotto i ferri cerca di rincuorare l'altro. 'Guarda come sto già bene adesso, e mi hanno operato solo 4 giorni fa', tipica frase di circostanza che pure io ho usato, cercando di essere credibile dicendo quel 'sto già bene adesso'.

Durante quel ricovero, ero in stanza con due signori. Uno era un vecchierello di cui ho perso memoria quasi del tutto. L'altro era un quarantenne piagnucolone e pieno di codardia. Si lamentava sempre del suo dolore, dei medici e degli infermieri, salvo poi fare il cagnolino quando in presenza degli uni e degli altri. Se la prendeva solo con gli ultimi.

Non dimenticherò mai come mi salutò quella mattina.

'Adesso tocca a te andare a soffrire'.

Che effetto ebbe su di me?

Zero.

Quando avevo 10 anni ho sofferto come un cane, e nulla di quello che ho passato poi è paragonabile a quei mesi di inferno, alle epatiti, alle infezioni, alle medicazioni due volte al giorno per un anno e più sulla mia ferita perennemente infetta, alle flebo piantata sulla mano alla ricerca di una venuzza che tenesse l'ago. Avevo 10 anni e la pelle che perdevo era gialla, la mia carne si era gonfiata tanto che non riuscivo neppure a calzare le mie scarpe.
Come poteva spaventarmi una semplice carezza al mio sterno?

I tedeschi hanno una bellissima parola per indicare l'attitudine di uno così: 'schadenfreude'.

Ho molti ricordi di quel ricovero, se mi punge vaghezza ne scriverò ancora.
E scriverò della mia moto, e del mio cagnolino, e dell'università che mi aspettava.
E di Silvia, che vorrei rivedere per capire se sono ancora di questo mondo.
E lei non sarebbe 'triviale', anche se non è Alice.

5 comments:

  1. sei una piacevolissima scoperta...davvero.E stasera mi hai dato non volendo una lezione di vita.

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  2. Schadenfreude, già, trarre un pur piccolo piacere dalla sofferenza altrui, una delle poche parole tedesche che mi è rimasta nella memoria. L'ho sentita, meglio letta, in un forum di borsa pochi anni fa.
    Siccome io ero tra quelli che stavano perdendo non mi piacque moltissimo.
    E' come cercare di galleggiare abbassando l'acqua.
    A proposito di galleggiamento, sappiamo che esiste un tipo umano naturalmente dotato di questa proprietà. Un po' li invidio, sopravvivono bene finchè non arriva l'onda.

    Saluti

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  3. Nicole, 'non volendo' è decisamente pertinente, non ho altra pretesa che raccontare un po' la mia vita, e con il ricordo rivivere quello che mi è capitato.
    Da questo in effetti si può 'imparare' qualcosa - qualcosa che per l'appunto io per primo non voglio dimenticare.

    Vita grezza, niente di più.

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  4. Beh, certo non si puo' dire che i tuoi scritti non suscitino emozione...
    ;-)

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  5. Sei molto gentile Cloro :)

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