Wednesday, 2 September 2009

Una dissennata fame di vita

Per rispetto della privacy altrui, molti dettagli sono omessi.
Oggi mi è arrivata una e-mail dall'Associazione. Curioso: stavo io per mandar loro un messaggio, per dire che con grande rammarico non saro' all'annuale meeting. Il motivo è imbarazzante, ma loro non lo sapranno: mi sono dimenticato di iscrivermi in tempo (lo scorso anno la scadenza era a settembre inoltrato, e io su quella facevo ancora affidamento) ...
Si, sono un deficiente.
La segretaria-tuttofare, una donna gradevole e gentile che il male mi pare abbia sfiorato ma non vinto, mi presenta i soliti saluti di rito: come stai, come è andata l'estate ...
Come sto? Benissimo! Come è andata l'estate? Ancora meglio!
Non c'è poi troppa ironia in queste risposte.
Io sto benissimo: vivo in condizioni insospettabili per uno che ha avuto i miei 10 anni, e i seguenti 20 anni. E quando a giugno aprono i passi e sei su in alta montagna, oltre i 2000 metri, non ti aspetti certo di trovare uno come me, in sella alla Divina Indifferenza poi!
Quanta fatica per arrivare fin qui.
L'anno scorso al meeting abbiamo discusso un po' delle nostre esistenze: mi hanno chiesto di scrivere due righe su come sto e come vivo la malattia.

Mi capita di scambiare e-mail o messaggi d'altro genere con loro - da anni sono anche iscritto a una mailing list americana. Ecco: l'anno scorso su quella mailing list mi capito' di rispondere a un messaggio circa la 'cattiveria' degli altri, e di come questa possa ferire alcuni. In quel caso, parlai del mio incontro sul Susten Pass. Conclusi con una frase che non lasciava speranza di appello agli imbecilli: quel giorno io il paesaggio me l'ero goduto - loro no. Mi piovono addosso felicitazioni, mi rispondono madri commosse, che mi ringraziano, 'lo faro' leggere a mio figlio adolescente malato' ...

Queste cose mi mettono sempre un po' a disagio - forse non sono tutti disumani come me i miei fratelli? Sentimenti, speranza ...

Nelle 'due righe' di cui dicevo prima, butto giu', senza troppa retorica mi auguro, il mio modo di vedere il mondo - ci vuole grinta, irragionevole e feroce, per saziare almeno un poco la dissennata fame di vita che altrimenti ci divora dentro. Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere le nostre vite non necessariamente 'liete', ma almeno per godere del bello e del buono quanto piu' possiamo.
Tanto lo so: prima o poi il male divorerà tutto quello che ho dentro, ma fino ad allora avro' la possibilità, e solo fino ad allora, di vivere.

'Tentativo di Alice', 'Fraintendimento di Mozart', 'Ridicolaggine su Divina Indifferenza', 'Vivacchiare all'estero ... altrimenti è vuoto, vuoto, vuoto, vuoto.

Per concludere: la segretaria-tuttofare di cui sopra mi chiede il permesso di passare i miei contatti a una famiglia di lingua italiana con un figlio, malato, adolescente.

Augurateci in bocca al lupo!

PS: nell'immagine sono le mie mani.

3 comments:

  1. vi e ti auguro un "in bocca al lupo" di cuore!
    a presto

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  2. Potrei tranquillamente riscriverti...
    "ci vuole grinta, irragionevole e feroce, per saziare almeno un poco la dissennata fame di vita che altrimenti ci divora dentro. Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere le nostre vite non necessariamente 'liete', ma almeno per godere del bello e del buono quanto piu' possiamo.
    Tanto lo so: prima o poi il male divorerà tutto quello che ho dentro, ma fino ad allora avro' la possibilità, e solo fino ad allora, di vivere."

    Per quanto verità assoluta trovo in questo passaggio.

    E poi...è il viverle le parole che rende tutto così altalena da renderci fantasticamente ed eternamente incazzati.....a ragion veduta.

    Ti ringrazio per essere passato ed aver sostato.
    Ho ricambiato volentieri....e ti ringrazio anche per il commento/opinione che hai lasciato....è giusto che ci sia sempre interazione e confronto, con rispetto ed educazione...ed io in te questo l'ho apprezzato molto.
    Detto questo....vado....
    lieta di fare la tua conoscenza.

    Luna.

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  3. Vi ringrazio entrambe.

    @Luna, per questa vita sembra proprio non ci siano 'equazioni' che possano guidarci in modo rigoroso, solo vaghe comete che si confondono nel cielo infinito. La mia bussola a volte impazzisce, e nel buio mi capita cosi' di sbattere contro muri, lampioni spenti ... e talvolta persone. Quelle che vagabondeggiano, e che immagino 'piccole anime smarrite e soavi' rasserenano un po' la mia esistenza.
    Grazie dunque.

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