Tuesday, 8 September 2009

La vita di Gio - Terza parte: Via Crucis

Lo riconfermo: ho fatto le scuole medie in un istituto di comunione e liberazione.
Diro' di piu': partecipavo anche, non c'era scelta, a varii riti della setta. Mi alzavo in piedi, la mattina prima di iniziare le lezioni e verso l'una prima di uscire, per recitare qualche preghiera, ogni tanto si andava anche in una cappelletta, penso fosse di venerdi. Sedevo nelle ultime file, coi 'peggiori', come sempre. Quello che non era obbligatorio, lo evitavo: e allora poi dovevi sorbirti i rimproveri perchè avevi perso un'occasione e bla bla bla. Odiavano Freddie Mercury, che moriva in quegli anni. Durante le ore di lezione di matematica capitava, non frequentemente ma neppure di rado, che la maestrina ci portasse a vedere video di apparizioni di Madonne e carnevalate simili (lo erano: lungi da me connotare come carnevalata lo spirito religioso in toto, quelle lo erano davvero). Una provvida sventura, un malanno, mi evito' il viaggio in gita a Roma, con tanto di visita al parlamento e incontro con un prescritto per reati piuttosto imbarazzanti. Quell'anno si organizzava una Via Crucis come si deve: avremmo fatto un lungo percorso alle pendici di un monte, con le varie tappe che si fanno in questi casi alle 'stazioni'.
Viaggio dalla città in autobus. Io in quei tempi ero a dir poco malfermo: uscito malconcio dall'ospedale dove sarei tornato presto, passavo di sofferenza in sofferenza le mie giornate: Mentre i miei compagni vedevano il fiorire della loro giovinezza, io mi incurvavo sotto il peso della mia malattia, già malato da abbastanza tempo da temere di dovermi abituare a quella condizione, e non piu' cosi' sicuro della parole di fiducia dei 'grandi'. Mi vedo oggi in certe foto, e mi stringe il cuore un'angoscia tremenda: che sia esistita quella creaturina, piu' che lo sia stata io. E sarebbe bastato poco, dal loro punto religioso, per farmi sentire meglio. Nessuno ha mai creduto davvero in un Dio onnipotente. Quello in cui avrei potuto credere, era un Dio genitore, che come i miei mi avrebbe amato di piu' perchè sventurato. Li invece passava implicito il messaggio che si soffriva per i peccati dei propri antenati. Bah ...
Il viaggio in autobus non è dei migliori: me lo faccio in piedi perchè tutti i posti sono occupati da studenti modello. Arrivo a destinazione che sono già stanco e dolorante. Il tempo è brutto, ma per fortuna ho l'ombrello. Inizia la processione, e inizia a piovere. Sono talmente distrutto, che uso l'ombrello a mo' di bastone, e mi prendo tutta la pioggia in testa. Accanto a me, il deserto. Nessuno di quei buoni cristiani sembra accorgersi di quel sofferente che si trascina pateticamente lungo quel percorso di ascesa al supplizio. Non una parola, non un gesto. Solo preghiere a ogni benedetta stazione - benedetta perchè almeno ci fermiamo e posso respirare. Tenni questo episodio per me, per anni: in qualche modo ne provavo vergogna.

6 comments:

  1. Un po' funziona - intendo dire che scrivere aiuta me ad alleggerire un po' il carico. Ovviamente spero che questo non vada a gravare su spalle altrui.
    Fammi sapere se per te è il caso!

    Ciao!

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  2. Odiavano Freddy Mercury?
    Ma se aveva una voce divina!
    Ah, forse è proprio per quello, temono la concorrenza.
    Vedi compagnia delle opere e intrallazzi vari.

    A proposito delle colpe dei padri, sarebbe oppurtuno aggiornarli sul fatto che la Bibbia, ultimamente, si è arricchita di 4 Vangeli, Atti, Lettere...Dell'Apocalisse non gli diciamo niente, si rischia che questi si mettano a fare macelli.

    Buona giornata

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  3. mad words for moods of madness.
    that's how one survive!

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  4. E cosi' noi impazziamo per 'la vita', la cui 'follia' in cuor nostro sappiamo nessuno mai come Shakespeare seppe cogliere

    Out, out, brief candle!
    Life's but a walking shadow, a poor player,
    That struts and frets his hour upon the stage,
    And then is heard no more. It is a tale
    Told by an idiot, full of sound and fury,
    Signifying nothing.

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  5. Marco: si, odiavano Freddie.
    Ricordo una serata, una cena o un evento simile, organizzato da loro presso non so quale canonica o monastero. Ai tempi non conoscevo Freddie Mercury se non appunto come quello che loro dipingevano - quella sera comunque sgattaiolammo via e ci trovammo, con altri, al solito i reietti, ad ascoltare il Live at Wembley di nascosto. Il mio gatto si chiama Freddie in onore suo: spero di non essere stato blasfemo ;-)

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