Tuesday, 15 September 2009

In cantina - prima parte

La casa dove vivono i miei genitori, e dove io stesso ho vissuto per molti anni, è parte di una piccola villa di campagna del diciassettesimo secolo. Amo quella casa un po' sgangherata: nel suo cortiletto interno, un quadrilatero irregolare, da una lato una grande vetrata in ferro battuto, due colonne a fare da sostegno, di fronte, quella che era una stalla, ancora due colonne affiorano appena dal muro che le ha affogate, e adiacenti le pareti di due appartamenti inframmezzate da alte finestre, giocavamo noi bambini attorno al ciottolato, chiacchieravano e facevano lavori domestici le donne.
Con il freddo diventa grigio e spoglio, ma in primavera si riempie di fiori e piante, ed è bellissimo.
Dietro la vetrata, tra la scala e l'ingresso per la cantina, un vecchio tavolinetto in ferro e marmo, una decorazione lignea che copre un'intera parete, e un'antico lampadario che chissa quando illuminava quella che, se i miei ricordi non si ingannano, dovrebbe essere una volta a crociera. Il pavimento è a lastre di pietra grigia al pian terreno, ma se sali al primo piano, dove forse viveva il padrone di casa, trovi delle piastrelle di forma regolare color porpora. Ancora una rampa di scale e arrivi a quello che un tempo doveva essere il solaio: il soffitto è basso, non ci sono neppure i corrimani, Con il passare dei decenni, altre case sono sorte appresso al nucleo originario, tanto che la mia camera da letto ha un domicilio diverso dalla cucina, appartenendo a una costruzione più recente che si appoggia alla vecchia villa.
Ciò che in assoluto più amo di questa casa è il suo giardino: tra quelle canne, quella grossa vasca, quel nocciolo e quella vite di sicuro ho trascorso i momenti più spensierati della mia vita. Magari vorrò parlare anche di questo: ma ora voglio raccontarti di qualcos'altro: ovvero di ciò che su tutto era più ricco di mistero: la proibita cantina sotterranea.

No comments:

Post a Comment