Friday, 11 September 2009

Il tunnell del Gottardo

Ogni tanto torno in Italia in moto, dopotutto sono poche centinaiadi chilometri. Mi è capitato di fare questo viaggio qualche volta partendo di notte, trovando i primi bagliori dell'alba già in viaggio. A volte invece ho preferito prendermela comoda. Qualche settimana fa, ad esempio, mi sono alzato che era già mattino inoltrato: mi sono preparato con calma e sono dunque partito verso mezzogiorno. Come da mia pessima abitudine, non avevo mangiato nulla per colazione - ma mi ero ripromesso di buttar giu' un boccone prima del tunnell, onde evitare ipoglicemia in quel lungo intestino. Dopo un quattro ore di viaggio d'autostrada, eccomi all'imbocco del Gottardo. Faceva caldo già fuori dal tunnell, e rendendomi conto che scioccamente avevo saltato l'ultima piazzola di sosta, ero un po' in ansia - avrei dovuto fare quei lenti 17 chilometri digiuno e in severamente malsane condizioni di temperatura e smog.

Sono stato piuttosto male in effetti - ho avuto la tentazione di fermarmi nelle aree di emergenza per riprendermi un poco: ma avrebbe veramente aiutato? Non sarebbe stato invece solo peggio, e pericoloso perfino?

Non mi capita poi raramente di sentirmi fisicamente molto debole, di fronte a ostacoli apparentemente insuperabili per il sistema fisiologico-meccanico 'Gio'. Forse vado inconsapevolmente alla ricerca di queste condizioni di disagio fisico.

Il motivo potrebbe essere questo: quando sono in queste condizioni, che fortunatamente almeno negli ultimi anni sono sempre riuscito a gestire in qualche modo, d'un tratto nasce in me qualcosa che è misto di rabbia e desiderio, che mi fa concentrare e ripetere tra me e me 'Non posso svanire cosi, non posso!'. Allora stringo letteralmente i denti, urlo se posso, contraggo le mie mani, respiro profondamente e spalanco gli occhi.

Un rimedio che, se non altro, mi distrae un po' fino a farmi raggiungere l'uscita del tunnell, dove finalmente posso spalancare il gas e sentirmi bene di nuovo.

Ma se funziona per il disagio fisico, forse nella mia inconsapevole psiche, si crede che funzioni anche per il male di vivere e che allora sia cosa giusta tenere in esercizio questa meccanica.

Di sicuro, sulle 'piazzole di sosta' dell'anima, la penso come sulle 'piazzole di sosta' del tunnell, e non mi ci sono mai fermato.

I miei auguri a chiunque deve attraversare il Gottardo per tornare a casa.

6 comments:

  1. che bell'augurio che dai. e che bello ciò che scrivi.

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  2. Bel discorso, il tunnel dell'anima, la piazzola di sodta dell'anima, tanti paragoni, grazie per esserti aggiunto tra i miei lettori, a presto!

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  3. Sei molto gentile davvero Marian.
    Grazie a te Ela.

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  4. Hey Joe,
    non hai bisogno di metterti alla prova.....fin quando vai in moto sei vivo e combattivo.

    vorrei poter fare un viaggio cosi. da sola. nel tunnel.

    :) love, mod

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  5. Cara Mod, il periodo peggiore infatti è l'inverno, quando la moto, se la uso, è solo per andare al lavoro!
    Grazie sempre per le tue parole.

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  6. sulle 'piazzole di sosta' dell'anima, la penso come sulle 'piazzole di sosta' del tunnell, e non mi ci sono mai fermato.


    grande!

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