Tuesday, 22 September 2009

Il mio primo disco

Ho sempre vissuto in modo bizzarro i 'regali' e le manifestazioni di stima. Non mi sento all'altezza nè di doni nè di considerazione.

So bene che una simile affermazione potrebbe suscitare in un lettore considerazioni di vario genere: c'è chi potrebbe vedervi della finta modestia, e il desiderio di sentirsi rimbrottare 'ma no Gio, sei bello e buono', chi un'insicurezza adolescenziale un po' ridicola a 30 anni, e chi in definitiva l'ennesima epifania del volto presentabile della malattia. C'è chi potrebbe dire 'Gio ci hai rotto le palle'.

Non nego che un pizzico di verità ci sia in ognuna di quelle ipotesi: per un insicuro, ripetute conferme aiutano. Sicuramente la mia coscienza di essere una mezza calzetta (questo è un dato oggettivo di drammatica attualità) mi rendono gravoso e difficile essere in grado di usufruire appieno di un dono o stima.

Se proprio vuoi fare un regalo, fallo a chi lo puo' vivere intensamente.

Personalmente amo riempire di regali i miei amici, specialmente amo fare regali un po' ridicoli.

I miei genitori mi regalarono un piccolo impanto stereo poco dopo l'inizio dell'università.
A quel punto, raggiunta l'indipendenza musicale, si trattava dunque di avere dei dischi propri - non che fino a quel giorno avessi vissuto una vita senza musica, tutt'altro, ma finalmente avrei potuto scegliere non dal pur vasto catalogo di mio padre o mia sorella ma dall'inesplorato mondo esterno.

Gia' da tempo amavo i Queen, ma in modo grossolano 'alla Greatest Hits I & II' con qualche variazione sul tema courtesy of 'Wembley 86'. Lessi qualcosa in biblioteca: a quanto pare il quarto album, 'A night at the Opera', era stato il piu' significativo contributo dei Queen al rock negli anni '70. Detto fatto, mi decisi a provare - il sound particolarissimo di quel disco, cosi' diverso da quello piu' pop e commerciale dei pezzi piu' noti, mi conquisto' immediatamente. L'aggressività di Death on Two Legs e la commedia di Lazing on a Sunday Afternoon trovavano infine in Bohemian Raspody una perfetta sintesi, mentre '39' e 'Love of my Life' in un misto di sentimento e malinconia si distinguono per la cantabilità.

E qual è stato il tuo 'primo disco'?

4 comments:

  1. Hai proprio ragione: anche tipi come Giacomo Leopardi erano delle mezze calzette. O no? ;)
    "Se proprio vuoi fare un regalo, fallo a chi lo puo' vivere intensamente" Appropriato!... e poi credo tu non vivresti abbastanza intensamente un regalo come... la musica! O no? ;)
    Ciao! Mi presento: sono Milo e spero di essere riuscito a comunicare le mie intenzioni bonarie e scherzose. :D
    L'insicurezza adolescenziale a volte rimane per sempre, perché no? E non è poi tanto male!...
    Il mio primo "personale" disco: "Atom Heart Mother" (1970 - Pink Floyd), il più recente (insuperato da allora) "Anthem" (2007 - Christian Scott)
    Se hai voglia dai un occhio (opss... orecchio!) a:
    http://www.christianscott.net/
    http://www.myspace.com/christianscottmusic
    forse ti piacerà! :D (Cerca in particolare: "Lithany Against Fear")
    Ciao, mi piace il tuo blog!
    :)

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  2. Caro Milo, non mancherò di seguire i tuoi link.
    Ricordo ancora i primissimi CD che entrarono in casa nosta, tanti anni fa: uno era The Dark Side of the Moon, l'altro credo Nothing Like the Sun di Sting (ma potrei confondermi, è passato tantissimo tempo).
    Beh, coi Pink Floyd si parte decisamente bene ;-)

    A presto e grazie!

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  3. il mio primo disco fu Aqualung dei Jethro Tull. Ancora mi ricordo le prime volte che lo ascoltavo.
    Mi regalarono poi "il mio canto libero" di battisti.
    Cmq domani ti linko sul mio blog, tra gli anarchici, va bene?

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  4. Certo Cloro, a presto!

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