Monday, 17 August 2009

La carità di un ciellino

Bizzarro.

Non so come mai, mi è tornato alla mente un episodio di tanti anni fa.
Ai tempi frequentavo il primo anno di fisica - avendo qualche impedimento visivo, degli obbiettori di coscienza mi aiutavano a prendere gli appunti.

In particolar modo mi ricordo di un ragazzo molto gentile dai modi compiti.

Un giorno si parlava del piu' e del meno, io me ne uscii con una battuta, tra le piu' innocenti che possa fare.
Solito esaltare com'ero le virtu' della mia città natale, mi rammaricavo che avesse visto nascere sul suo suolo Formigoni.
Lui, senza perdere il suo sorriso, mi guardo' - immagino intendesse farlo dall'alto in basso, e mi disse calmo 'ecco, hai appena fatto una gran figuraccia perchè Formigoni è un mio amico'.
Cio' detto spari' e mai piu' lo rividi di persona.

Peccato, avrei voluto dirgli che la figuraccia l'aveva fatta lui, ma non me ne diede proprio il tempo.

Anni dopo lo rividi in televisione, in una trasmissione televisiva sul 'meeting' di cielle. Sempre compito, sempre gentile, pieno d'amore cristiano per i piu' bisognosi.

Timeo Danaos, et(iam) donas ferentes.

Ma a quanto pare in verità i ciellini non sono inclini a capire il mio sottile e impietoso umorismo.
Stavo mentalmente ripassando per l'esame di Stuttura della Materia.
Un esame orribile, un parto prematuro davvero, quando della meccanica quantistica si ha un'idea pessima e confusa.
Ero in atrio, metidabondo.

Mi si avvicina un ragazzo, un po' timido, e mi chiede se sia io a conoscenza delle imminenti elezioni all'università.
Sfoderando il mio sorriso di circostanza migliore (la cui bellezza si fa fatica credere appartenere a questo mondo), gli dico, lasciando chiaramente intendere il gioco, 'oh, non mi interessano le elezioni, di solito uso la scheda elettorale solo per scrivervi bestemmie'.

Si dileguo' come uno spettro.

E trovandolo poi presso alcuni amici, mi basto' avvicinarmi (ai miei amici, mica a lui) per vederlo recedere come vittima di un bizzarro principio di esclusione di Gio.

3 comments:

  1. Caro Gio,
    è diventato un luogo comune pensare che chi si autodefinisce "cattolico" significhi che ha carità verso gli altri. Innanzitutto carità significa "amore", e amore vuol dire con-dividere, com-patire, com-partecipare alle gioie ed ai dolori della persona che si ama in maniera disinteressata (le persone di CL sono tra i cattolici meno disinteressati, parola di una ex-ciellina che ha imparato tantissimo dalla religiosità vera di CL).

    Ma ovunque ci sia la possibilità di "rannicchiarsi" in un gruppo politico o religioso, troverai che il 99% non ha la benchè minima idea del motivo per cui è lì (a meno che non ci sia per fare carriera). E chi non sa perchè fa le cose, non è in grado di intessere relazioni vere con gli altri.

    Non è un caso che proprio le persone che, per fede religiosa o politica, si dichiarano vicine ai poveri, sono le prime a discriminare gli immigrati, senza distinzione. Basta vedere la politica del Vaticano verso i poveri e gli attuali politici ...

    Soltanto uno sguardo amorevole e senza giudizio a sè stessi (in primis) e agli altri, ci rende capaci di vivere con serenità e di trasmettere a chi ci è vicino la sensazione di essere accolto così come è.

    ReplyDelete
  2. Io non ho spirito religioso, e questa mia attitudine viene prima della mia malattia, e prima forse anche dei miei studi 'scientifici'.
    CL non ha responsabilità, per quanto abbia fatto parecchio per farmi odiare il cristianesimo nella sua interezza.

    Tuttavia ho un po' letto e studiato gli aspetti etici del cristianesimo.

    Mi domando come sia possibile fraintendere un messaggio così semplice, e come si possa usare il cristianesimo in un comizio della Lega, o per portare voti a qualche cricca simil-massonica.

    Ti sorprenderà forse sapere a questo punto che uno dei miei 'maestri' è un prete, e neppure sa d'esserlo credo.

    Da lui non ho imparato 'andando a messa' ma leggendo qua e la qua e la le sue parole, visitandone la casa stracolma di libri sacri ...

    ReplyDelete
  3. Non mi sorprende niente, perchè alcune delle persone che mi sono più amiche sono atee. La religiosità non è quella che si dichiara o si segue nelle pratiche, ma quella che si porta nel cuore e si vive nei rapporti con gli altri. Come hai detto giustamente, il messaggio è così semplice, che viene manipolato da chi lo vuole adattare ai propri scopi.

    ReplyDelete