Saturday, 22 August 2009

Il nome di ogni dito

Vicino alla finestra di marmo, con la lampada spenta e il cielo zeppo di stelle, Ninetta gli alzava la grossa mano, e dava un nome a ogni dito. Il nome delle sue libertà. "Tu non sarai come gli sciocchi di qui. Non mi farai il geloso! Voglio essere leale con te: io non avrò mai, mai un amante, ma desidero le mie libertà perchè sono nata e cresciuta libera!" Ed ecco! Pollice: libertà di uscir sola; indice: libertà di andare in montagna con gli sci; medio: libertà di fare un viaggio ogni anno; anulare: libertà di andare a cavallo; mignolo: libertà di disporre i mobili della casa secondo il proprio gusto, perchè la regina della casa è la donna"

...

D'un tratto, arrivò Ninetta: era inquieta, agitata, parlava con tono di stizza, e volle subito che s'accendesse la lampada.
"Cosa c'è?" fece Giovanni.
"Nulla mio caro!"
"Ma come? Non posso nemmeno sapere se sei scontenta a causa mia?"
"Caro!" disse ella, interrompendo, con un bel sorriso, la sua stizza. "Dammi la mano! ... non la destra: l'altra!". E abbassò la voce: "Pollice della mano sinistra: libertà di essere scontenta!... Me lo concedi?"

[Vitaliano Brancati, Don Giovanni in Sicilia]

'Libertà di essere scontenta' non ha la stessa valenza di 'Libertà di essere scontento'.

Per l'amante uomo l'infelicità è spesso la frustrazione dello sconfitto, il sogno non appagato di una preda, fosse anche una dea, che si voleva raggiungere e di cui ci si doveva impadronire.

Riesci a immaginare questo dialogo a parti invertite?

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