Tuesday, 25 August 2009

Don Giovanni

Parlare di musica, in verità, è bellissimo: è bello discuterne da neofiti, come io sono, con persone d'ogni genere. E' bello, con chi ne sa quanto te, scoprirsi egualmente stupefatti da un flauto dolcissimo che accarezza con note gentili il nostro cuore, è bello discutere dell'intreccio vocale delle mille anime delle Nozze di Figaro con chi ti potrà paragonare questo con quanto avviene nell'orchestra. Trovo delizioso argomentare del libretto ardito del Don Giovanni, dell'atmosfera giocosa e piena di voglia di libertà che si sente nelle Nozze di Figaro, della fiabesca natura, così ingenua e così toccante, del Flauto Magico. Una frase un scontata come 'Nur der Freundschaft Harmonie Mildert die Beschwerden, Ohne diese Sympathie Ist kein Glück auf Erden.' è invece così magica se viene accompagnata dalle giuste note: io la userei in un'occasione speciale, tu no? Fin da bambino ho avuto la fortuna di ascoltare musica sinfonica o da camera: anche se veramente a casaccio, ho così conosciuto un po' di questo e di quello. Mio padre, bontà sua, ha dedicato a ogni figliolo una sinfonia, fortunatamente non sua. A mia sorella, primo genita, è toccata la Nona Sinfonia di Beethoven - 'sai mai che sarà figlia unica, andiamo sul sicuro' immagino abbia pensato il mio babbo. A me è toccata la seconda sinfonia di Gustav Mahler - Resurrezione. Per spirito sicuramente campanilistico, ho amato da sempre con ardente passione questa tormentata sinfonia. A mio fratello è toccata la Sinfonia del Mondo Nuovo di Dvorak. La monumentale raccolta di dischi del mio babbo non si fermava ovviamente a queste poche sinfonie: Verdi, Puccini e tanti altri erano i preferiti, ai tempi, di mio padre. Questo è uno dei motivi per cui, da bambino, non riuscivo proprio a sopportare l'opera. Per me la musica classica è stata dunque altro fino ai vent'anni. Non rimpiango nulla: in questi anni ho avuto modo di ascoltare ottima musica: sempre in modo disordinato e decisamente apprezzandola in modo eclettico e senza capire molto in verità (esattamente come ora, su questo non ho dubbi). Un giorno, mio padre ebbe modo di assistere a una rappresentazione, diretta da Harding, del Don Giovanni. Il buon uomo, vollè che i suoi due figli maggiori, la ragazza di cui sopra e io, avessimo modo di ascotare la stessa opera. Potete ben immaginare come mal volentieri mi sia piegato a tale imposizione: ormai ventenne, come potevo soffrire che un adulto riuscisse ancora a insegnarmi qualcosa? Dopotutto stiamo parlando di me, mica di un essere umano qualsiasi. ... Mica di un essere umano. Pieno di svogliatezza e supponenza, mi recai dunque a teatro: mio padre era commosso - durante il tragitto in auto tentò di prepararmi alla bellezza sconvolgente dell'Overture - io stavo pensando probabilmente alla bellezza sconvolgente del finale e alla mia liberazione. Già formulavo scioccamente frasi di rito per sminuire la mia ignoranza 'Si, non è male ma un po' troppo lungo'; 'Non mi è piaciuto molto questo pezzo, non mi ha convinto neppure quest'altro dirla tutta. Belli comunque i costumi, e come è giovane il direttore d'orchestra!'.

Non ancora sapevo, per altro, che lo spettacolo sarebbe durato quasi tre ore: la mia fantasia, altrimenti, avrebbe potuto già partorire commenti sagaci e perfino un po' crudeli 'Bello l'inizio, ma è davvero troppo lungo'. 'Ah, è finito? Possiamo andare?' da servire freddo alla fine del primo atto. Inizia l'opera - l'overture non è male, penso tra me e me: quando però inizia la prima aria, la noia comincia a vincermi - non riesco (questo 'non riesco' è la chiave di tutto) a seguire le parti cantate. Mi annoiano, mi confondono tutte queste voci che si tagliano la strada vicendevolmente. Quando arriva 'La ci Darem la Mano' mi desto un attimo, pensando che dopotutto, questo 'Don Giovanni' qualcosa in effetti l'ha lasciato ai posteri, ovvero una canzoncina ancora oggi nota. Passano le ore, si alternano sul palco vicende che mi sembrano allucinanti: ogni tanto un motivetto cattura la mia attenzione, ma ormai il mio cervello lavora a pieno ritmo per coniare nuovi slogan che minimizzino l'opera di questo sopravvalutatissimo Mozart 'L'opera? Un'occasione mondana per signore impellicciate' 'Non riesco a credere che si sia davvero qualcuno che ami queste cose'. Finalmente finisce: sono talmente felice che faccio di nuovo pace con il mondo - risparmierò al mio raggiante babbo la mole di cattiverie immonde che ho covato in quelle tre tremende ore.

5 comments:

  1. grande!
    :-)
    questo post quasi quasi lo metto su Cloro, è davvero bello!

    ReplyDelete
  2. Come vuoi, non è un segreto di stato ;-)
    Grazie delle tue parole!

    ReplyDelete
  3. Visto che ti piace Mozart, ti invito all'ascolto di Idomeneo e poi dimmi cosa ne pensi.... Buon ascolto!

    ReplyDelete
  4. Preso nota Marisa, ne ho due versioni a casa :-)

    ReplyDelete
  5. VittorioMay 11, 2010

    Variazioni sul "Don Giovanni":

    http://www.arterotica.eu/3704-dongiovanni-caratozzolo-mozart.htm

    http://www.mozartitalia.org/ita/news/news.php?ID=46

    http://www.oltrecultura.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1033:processo-a-don-giovanni-di-vittorio-caratozzolo-presentazione-di-un-autentico-falso-dautore&catid=42:oltrecultura-recensioni-libri

    ReplyDelete