Friday, 21 August 2009

Architrottola

Abbiamo due cani: una femmina, nelle cui vene scorre il sangue del mastino abruzzese assieme a quello di chissa quali altre razze, che mia sorella ha portato dall'Abruzzo, come già aveva fatto con Danka, e un maschio, un bovaro Bernese.
Archimede - o Architrottola, Archibugio per gli amici, è una delle possibili definizioni di 'morbidezza' del mio vocabolario. E' un cane perennemente ridicolo, allegro, inadeguato per qualsiasi mansione che non sia strappare un sorriso e il contegno da ogni viso.

Ormai li vedo assai raramente, dal momento che non torno spesso in Italia.

Oggi pomeriggio, in quello che un saggio potrebbe considerare un maldestro tentativo di suicidio, mi sono deciso a passare qualche ora del pomeriggio in giardino. Lo sgocciolare dell'acqua nella pozza dei pesci, lo sbattere di tenere alette di qualche uccelletto, dall'erba e dai cespugli il sospiro dell'indefinita vita di mille insetti.

Quale incipit migliore per mille pensieri?

Così nella mie mente le figure di diverse persone cui sono legato emergevano l'una dopo l'altra, e come nei miei sogni su Laura, mi sentivo sotto processo ...

Poi a un certo punto Archimede mi ha leccato i piedi ed è tutto sparito.
Mi sono alzato e l'ho un poco spazzolato, pensando che si, ogni tanto fa dei grandi disastri, ma che come acchiappa fantasmi è davvero inarrivabile.

Ora per par condicio dovrò anche dire di tutti gli altri.

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